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Storia

costa minoriMinori è l'antica "Rheginna Minor".
Il termine "Rheginna" deriva dal greco, ma il significato oggi non è ancora chiaro, se si riferisca a "valle" o "frattura". Inoltre, in contrasto con la vicina contrada di Maiori, "Rheginna Maior", di maggiore estensione, prese l'epiteto di Minori. Le cronache del tempo attestano che l'insediamento cittadino in Minori fu diverso da quello attuale.
Esso sorgeva nel borgo denominato "Forcella" nel quale fu fondata l'antichissima Chiesa di S. Maffeo, ossia S. Matteo. Minori fu arsenale e cantiere delle galere dello Stato e Sede Vescovile dal 987. Fu la rivale di Amalfi per "la sua pittoresca situazione, la sua spiaggia, le sue industrie, i suoi aranci", ma ebbe sorte comune con essa nelle glorie e nelle sventure: così, ad esempio, quando nel 1656 la peste dilagò più intensamente qui che altrove, vi perirono 355 persone, quasi un terzo dell'intera popolazione.
In passato Minori, grazie alle acque del torrente Reginnolo, vantò industrie per la carta e mulini. L'industria cartaria rappresentò per lungo tempo un'attività economica assai fiorente.
La sua fortuna era dovuta principalmente ai mulini che, da sempre, avevano rappresentato veri centri di potere economico. Strategicamente collocati sul territorio, i mulini rappresentavano gli investimenti preferiti da nobili ed ecclesiastici, che appaltavano a privati.
I più fortunati erano riusciti ad accumulare cospicui capitali, tanto da fregiarsi della qualifica di "magnifico" ed entrare a far parte dell'ambita categoria dei "vive civilmente" o "vive del suo". Non bisogna dimenticare che Minori, proprietaria di un mulino, esigeva il suo diritto di macina nella misura di un "tornese" in più rispetto agli altri mulini, a causa della sua posizione e perciò per la "vicinanza e comodo" per chi andava a macinare. Gli abitanti si dedicavano alla lavorazione della pasta. o "maccaroni", introdotta nel XVI° secolo, con grano importato da Salerno.
Per la particolarità del suo territorio e per la fertilità della sua terra, ben coltivata e piena di agrumi, limoni e melarance, come ancora di ogni altra sorta di produzione, per antonomasia Minori fu soprannominata "il Narciso della Costiera".
Queste ricchezze naturali rappresentano, attualmente, il cuore dell'economia del Comune che, di recente, trova uno specifico supporto nelle industrie artigianali per l'esportazione di prodotti tipici locali, primo fra tutti il "limoncello".

Comune di Minori
antica Reghinna Minor
Città del Gusto - Patrimonio UNESCO
PIAZZA G. CANTILENA
Tel. 089.8542411
info@comune.minori.sa.it
comune.minori@asmepec.it

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